
''Sentirete, Nastenka (mi pare che non mi stancherò mai di chiamarvi Nastenka), sentirete che in quegli angoli vivono delle strane persone: i sognatori. Il sognatore non è un uomo, sapete, ma una certa creatura di genere neutro. Si stabilisce per lo più in qualche angolo inaccessibile, come se lì volesse celarsi anche alla luce del giorno, e una volta che s'è rintanato nella sua casa, aderisce al proprio cantuccio, come una chiocciola [...] Adesso la dea della fantasia ha già intessuto con mano capricciosa la sua trama d'oro e s'è messa a sciorinargli davanti gli arabeschi di una vita irreale e forse lo ha trasportato dal marciapiede di ottimo granito sul quale se ne torna a casa, al settimo cielo di cristallo. Provate a fermarlo adesso e domandategli all'improvviso dove ora si trovi e per quali vie sia passato: certamente ora non ricorderà nulla, nè dove abbia camminato, nè dove ora si trovi e arrossendo dal dispetto, immancabilmente dirà una qualche bugia per salvare le apparenze''
(Le notti bianche, F.M. Dostoevskij)