A volte mi capita di raccontare episodi personali e di vederli etichettati come belle storie, favole da raccontare alla sera prima di dormire.
La realtà è che non sono favole: è la mia vita. E mi fa piacere che vengano percepiti come belle storie, non solo per la mia convinzione e la dedizione con cui li racconto ma anche perchè ci sono così emotivamente legata che il mio ascoltatore lo capisce e il racconto sembra più forte, più dolce alle sue orecchie.
E poi un'altra importante componente è che io, della mia vita, ricordo spesso solo le cose belle e le sento ogni giorno di più, nonostante il tempo passi e me li lasci alle spalle da molto.
L'altra sera ero sopra pensiero e mi sono ricordata di un episodio di una dolcezza infinita: ero a Napoli con mio papà e stavamo per salire sul pullman che ci avrebbe riportati a casa. C'era folla ed erano tutti nervosi della giornata, ansiosi di salire e accaparrarsi il posto a sedere, me compresa. Il pullman apre le porte, mio padre decide di occupare 2 posti e io di obliterare i biglietti. Alzo lo sguardo dalla macchinetta obliteratrice e i miei occhi si imbattono in una figura che non vedevo da 3 mesi, ma che conoscevo molto bene. Erano gli inizi di aprile del 2006, il tempo si preparava a migliorare dopo la settimana più fredda dell'anno,ma fuori pioveva ancora.
Era davanti a me di spalle, le ho riconosciute subito quelle spalle larghe, i capelli un pò lunghi, il giubbotto, l'odore. D'istinto, senza badare troppo alle conseguenze del mio gesto, gli ho poggiato una mano sulla spalla. Si è voltato, mi ha riconosciuta o meglio i suoi occhi hanno sorriso, forse con un pò di imbarazzo che 3 mesi prima non ci sarebbe stato, come per dire bentornata. Anche o gli ho detto bentornato con i miei. Quando ci siamo parlati, nonostante gli occhi dicessero altro, il ghiaccio non era rotto. Ma poco lontano da me mi aspettava un'altra persona, che pure non vedevo da 3 mesi ma che conoscevo molto bene. Lei però nel vedermi ha spalancato le braccia, con gli occhi un pò lucidi e mi ha stretta a sè chiedendomi di continuo " come stai....come stai..."
Ma d'un tratto l'incantesimo si è spezzato: la voce di mio padre da lontano mi chiedeva di occupare in fretta il posto riservato per me altrimenti l'avrebbe preso qualcun'altro. Il pullman era troppo affollato, le voci non si sentivano bene. Sarà stato questo: di fatto sta che nella mia testa ne sentivo solo una, una voce femminile, tanto simile alla mia,con il mio stesso accento rude, ma molto più musicale e dolce che mi ripeteva " come stai...come stai..."
Sono andata via un pò bruscamente quella sera, confusa nella folla in piedi sul corridoio enlla voce roca di mio padre che chiamava il mio nome. Ma seduta al mio posto, ho acceso il lettore e mi è scesa una lacrima dagli occhi.
"come stai...come stai...come stai...." tutta notte e nei giorni a venire.
Di colpo, una nuova gioia si è fatta largo nel mio cuore e nella mia testa lacerando il velo di nostalgia e mancanza che li aveva coperti fino ad allora.
Il giorno dopo, il sole ha ricominciato a splendere. Mi ha svegliata filtrando dalle tapparelle alle 8 del mattino. Sarà stato un segno......
Questa storia è per coloro che si riconosceranno nei protagonisti, perchè non gli ho mai detto cosa hanno scatenato in me quel giorno.
martedì 6 novembre 2007
venerdì 26 ottobre 2007
processo automa(tico)
gradualmente 'scelgo' di conformarmi.
(stamattina mi sono svegliata con questo pensiero in testa e non mi va di spiegarlo)
mi va di dire, invece, che domenica torna mio cugino dall'africa, non lo vedo da più di un anno, quando è partito non l'ho salutato, non una telefonata, non una mail. in tutto questo tempo mi è capitato di rado di pensare a lui e al perchè della scelta improvvisa. non mi sono soprendentemente chiesta nulla. pensare a lui è come pensare a me e alla malinconia genetica, la nostra triste compagna. negli ultimi tempi non ci guardavamo più negli occhi, solo sguardi brevissimi e furtivi, giusto per comunicarci 'io so, tu sai, smettiamo di prenderci sul serio, almeno pubblicamente, e ricominciamo il cabaret'. ed ora ho un po' di timore misto ad imbarazzo...
'E sempre ridere per compiacere
la sala piena da mantenere
che bello udire
l'applauso ilare
gonfiar la sala
scacciare il male
e sempre cedere con batticuore
a sogni e parole
da far scoppiare!!
Il padrone ha la tuba allungata
ed ha baffi arditi
e in fondo già sa
che restiamo alla frusta qui uguali
felici e incapaci di esser normali
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri per noi
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri di noi.'
(Capossela, I Pagliacci)
(stamattina mi sono svegliata con questo pensiero in testa e non mi va di spiegarlo)
mi va di dire, invece, che domenica torna mio cugino dall'africa, non lo vedo da più di un anno, quando è partito non l'ho salutato, non una telefonata, non una mail. in tutto questo tempo mi è capitato di rado di pensare a lui e al perchè della scelta improvvisa. non mi sono soprendentemente chiesta nulla. pensare a lui è come pensare a me e alla malinconia genetica, la nostra triste compagna. negli ultimi tempi non ci guardavamo più negli occhi, solo sguardi brevissimi e furtivi, giusto per comunicarci 'io so, tu sai, smettiamo di prenderci sul serio, almeno pubblicamente, e ricominciamo il cabaret'. ed ora ho un po' di timore misto ad imbarazzo...
'E sempre ridere per compiacere
la sala piena da mantenere
che bello udire
l'applauso ilare
gonfiar la sala
scacciare il male
e sempre cedere con batticuore
a sogni e parole
da far scoppiare!!
Il padrone ha la tuba allungata
ed ha baffi arditi
e in fondo già sa
che restiamo alla frusta qui uguali
felici e incapaci di esser normali
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri per noi
e allora ridano gli altri stasera
ridano gli altri di noi.'
(Capossela, I Pagliacci)
venerdì 12 ottobre 2007
ieri...
Candy says,
I've come to hate my body
And all that it requires
in this world
Candy says,
I'd like to know completely
What others so discreetly
talk about
I'm gonna watch the bluebirds fly
over my shoulder
I'm gonna watch 'em pass me by
maybe when I'm older
What do you think I'd see
if I could walk away from me
Candy says,
I hate the quiet places
That cause the smallest taste
of what will be
Candy says,
I hate the big decisions
That cause endless revisions
in my mind
I'm gonna watch the bluebirds fly
over my shoulder
I'm gonna watch 'em pass me by
maybe when I'm older
What do you think I'd see
if I could walk away from me
I've come to hate my body
And all that it requires
in this world
Candy says,
I'd like to know completely
What others so discreetly
talk about
I'm gonna watch the bluebirds fly
over my shoulder
I'm gonna watch 'em pass me by
maybe when I'm older
What do you think I'd see
if I could walk away from me
Candy says,
I hate the quiet places
That cause the smallest taste
of what will be
Candy says,
I hate the big decisions
That cause endless revisions
in my mind
I'm gonna watch the bluebirds fly
over my shoulder
I'm gonna watch 'em pass me by
maybe when I'm older
What do you think I'd see
if I could walk away from me
venerdì 21 settembre 2007
lunedì 3 settembre 2007
ma porco
è ufficiale, nutro nei confronti della mia persona un astio tanto spropositato quanto subdolo. sono diverse le cose che dovrei fare per stare serena e molte di queste neanche le considero, ma finchè siamo nel campo dell'agire posso anche perdonarmi, pigrizia e mancanza di lucidità posso concedermele senza dover sospettare di essere la pù grande nemica di me stessa.
c'è però una cosa, solo una che so che NON devo assolutamente fare, pena l'inferno in terra. un semplice 'astenersi dal' che non comporta alcuno sforzo, alcun pensiero, nulla che mi faccia sprecare energia o neuroni, un banalissimo divieto assoluto che ho rispettato con devozione per diversi mesi... fino ad oggi. ma porco... hsjcvgc jshdgdwl etrbgsf hd ndhjs.
potrebbe essere una parentesi, non devo preoccuparmi, tutto andrà bene, si.
c'è però una cosa, solo una che so che NON devo assolutamente fare, pena l'inferno in terra. un semplice 'astenersi dal' che non comporta alcuno sforzo, alcun pensiero, nulla che mi faccia sprecare energia o neuroni, un banalissimo divieto assoluto che ho rispettato con devozione per diversi mesi... fino ad oggi. ma porco... hsjcvgc jshdgdwl etrbgsf hd ndhjs.
potrebbe essere una parentesi, non devo preoccuparmi, tutto andrà bene, si.
lunedì 20 agosto 2007
brave
le vacanze volgono al termine.
stamattina mi sono svegliata con un gran mal di pancia, colpa dell'imprudente bisboccio di ieri sera: miele, salumi, formaggi, tartufi, noci e litri e litri di vino.. taranta per shakerare il tutto nello stomaco e via.
notte densa di sogni, incubi e trip.
credo di aver sognato di concludere tutte le situazioni lasciate per inettitudine sospese, infatti al risveglio avevo una forte sensazione di appagamento, che in un primo momento ho associato ad una improbabile digestione, appunto.
ma le cose sono ancora lì, sospese...
stamattina mi sono svegliata con un gran mal di pancia, colpa dell'imprudente bisboccio di ieri sera: miele, salumi, formaggi, tartufi, noci e litri e litri di vino.. taranta per shakerare il tutto nello stomaco e via.
notte densa di sogni, incubi e trip.
credo di aver sognato di concludere tutte le situazioni lasciate per inettitudine sospese, infatti al risveglio avevo una forte sensazione di appagamento, che in un primo momento ho associato ad una improbabile digestione, appunto.
ma le cose sono ancora lì, sospese...
lunedì 16 luglio 2007
martedì 26 giugno 2007
pensieri nefasti ma inevitabili
sono sulla soglia dei 25, il che equivale a dire 'sono irrimediabilmente ed inesorabilmente sulla soglia dei 30'..tra breve il mio armadio sarà colmo di creme anti-età, calze contenitive, antidepressivi e set di vibratori colorati. dovrò impegnarmi a combattere il tempo, dovrò essere in prima linea nella guerra ai radicali liberi, dovrò smettere di fumare, dovrò darmi un contegno, dovrò cercare di non diventare la patetica trentenne in crisi d'identità... vabbè smettere di fumare no.
sabato 23 giugno 2007
memorie di una ninfomane
Cari amici,
sono riuscita ad andare a vivere più lontano di voi.................
L'unico problema è che al momento mi trovo in un posto che, secondo il mio modo di vivere, è anche più sfigato di Avellino......................
Con questo non voglio dire che già mi manca casa, visto che ho fatto tutto il possibile per andarmene....................
mi manca l'uccello!
Voi vi domanderete? Vuoi che Patti non trovi l'unico frutto dell'amooore in una città così grande?
Infelice di contraddirvi: vivo in un posto dove il 90% della fauna maschile è gay........il restante 10%? Ne vogliamo parlare? Tolti gli stranieri ( con i quali potrebbero esserci problemi di lingua....solo quella parlata intendo) e i fidanzati, chi resta?
La situazione è tale che a tratti mi manca l'affare del pisciaiuolo, il che è quanto dire per una buogustaia come me.............però almeno se glielo chiedevo, dopo sforzi titanici, riuscivo ad averlo..........
e tutto ciò capita dopo la più bella avventura della mia vita con l'uomo che voi sognate di avere da quando avevate 17 anni!!!!
Non è allucinante?!?!
sono riuscita ad andare a vivere più lontano di voi.................
L'unico problema è che al momento mi trovo in un posto che, secondo il mio modo di vivere, è anche più sfigato di Avellino......................
Con questo non voglio dire che già mi manca casa, visto che ho fatto tutto il possibile per andarmene....................
mi manca l'uccello!
Voi vi domanderete? Vuoi che Patti non trovi l'unico frutto dell'amooore in una città così grande?
Infelice di contraddirvi: vivo in un posto dove il 90% della fauna maschile è gay........il restante 10%? Ne vogliamo parlare? Tolti gli stranieri ( con i quali potrebbero esserci problemi di lingua....solo quella parlata intendo) e i fidanzati, chi resta?
La situazione è tale che a tratti mi manca l'affare del pisciaiuolo, il che è quanto dire per una buogustaia come me.............però almeno se glielo chiedevo, dopo sforzi titanici, riuscivo ad averlo..........
e tutto ciò capita dopo la più bella avventura della mia vita con l'uomo che voi sognate di avere da quando avevate 17 anni!!!!
Non è allucinante?!?!
venerdì 15 giugno 2007
ecco a voi: il disturbo disforico premestruale, meglio conosciuto come sindrome premestruale o sindrome del 'vorrei essere l'unica donna sulla terra'
'e che voi tutti possiate morire tra atroci sofferenze'.
mentre scrivo ne sono chiaramente affetta, altrimenti non ve ne avrei parlato. questa sindrome ha lo strano merito di farsi dimenticare nei giorni buoni del ciclo. checchè ne pensino i miei amici medici, si tratta di una vera e propria patologia, dato che è riconosciuta nel DSM IV, e non di deliranti giustificazioni per ottenere attenzioni, comprensione, pene etc etc... Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dicevo, ha cercato di circoscrivere più precisamente i criteri per la diagnosi di “disturbo disforico premestruale”, stabilendo che questa è consentita se sono stati presenti per la maggior parte dell’ultimo anno nell’ultima settimana della fase luteinica (???così sta scritto) cinque o più fra i seguenti undici sintomi (e almeno uno deve essere fra i primi quattro):
1. umore depresso, assenza di speranza e auto-svalutazione; penso che non sarò mai felice..e che sono una patetica stupida illusa..e che quello che ho scritto fa schifo
2. sentimenti di tensione, ansia; ho fumato 40 sigarette
3. labilità dell’umore e facile pianto; sigh sob sigh
4. persistente irritabilità, rabbia, conflitti interpersonali; odio tutti, vorrei scuoiare un uomo vivo e friggerne i testicoli, che cazzo ridete, lo voglio davvero fare...
5. diminuzione dell’interesse per le attività consuete, con eventuale ritiro sociale; voglio stare sola a casa a leggere storie tristi
6. difficoltà di concentrazione; col cazzo che oggi finisco il capitolo di storia
7. senso di affaticamento, mancanza di energia; infatti mi sono rotta già di scrivere..riprendo dopo
8. mutamenti marcati nell’appetito, con possibile binge-eating e desiderio eccessivo per taluni cibi;
9. iper- o iposonnia;
10. una sensazione di essere sopraffatta e di avere perso il controllo;
11. altri sintomi fisici come sensibilità o turgore dei seni, mal di testa, sensazione di gonfiore o di aumento di peso (con impressione di strettezza di abiti, calzature e anelli), dolori alle giunture.
mentre scrivo ne sono chiaramente affetta, altrimenti non ve ne avrei parlato. questa sindrome ha lo strano merito di farsi dimenticare nei giorni buoni del ciclo. checchè ne pensino i miei amici medici, si tratta di una vera e propria patologia, dato che è riconosciuta nel DSM IV, e non di deliranti giustificazioni per ottenere attenzioni, comprensione, pene etc etc... Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dicevo, ha cercato di circoscrivere più precisamente i criteri per la diagnosi di “disturbo disforico premestruale”, stabilendo che questa è consentita se sono stati presenti per la maggior parte dell’ultimo anno nell’ultima settimana della fase luteinica (???così sta scritto) cinque o più fra i seguenti undici sintomi (e almeno uno deve essere fra i primi quattro):
1. umore depresso, assenza di speranza e auto-svalutazione; penso che non sarò mai felice..e che sono una patetica stupida illusa..e che quello che ho scritto fa schifo
2. sentimenti di tensione, ansia; ho fumato 40 sigarette
3. labilità dell’umore e facile pianto; sigh sob sigh
4. persistente irritabilità, rabbia, conflitti interpersonali; odio tutti, vorrei scuoiare un uomo vivo e friggerne i testicoli, che cazzo ridete, lo voglio davvero fare...
5. diminuzione dell’interesse per le attività consuete, con eventuale ritiro sociale; voglio stare sola a casa a leggere storie tristi
6. difficoltà di concentrazione; col cazzo che oggi finisco il capitolo di storia
7. senso di affaticamento, mancanza di energia; infatti mi sono rotta già di scrivere..riprendo dopo
8. mutamenti marcati nell’appetito, con possibile binge-eating e desiderio eccessivo per taluni cibi;
9. iper- o iposonnia;
10. una sensazione di essere sopraffatta e di avere perso il controllo;
11. altri sintomi fisici come sensibilità o turgore dei seni, mal di testa, sensazione di gonfiore o di aumento di peso (con impressione di strettezza di abiti, calzature e anelli), dolori alle giunture.
lunedì 11 giugno 2007
sull'amore
'Con questa parola si spiega tutto, si perdona tutto, si accetta tutto, perché non si cerca mai di conoscerne il contenuto. È la parola d'ordine che apre i cuori, i sessi, le sacrestie e le comunità umane. Copre di un velo falsamente disinteressato, persino trascendente, la ricerca della dominanza e il cosiddetto istinto di proprietà. È una parola che mente continuamente e questa menzogna viene accettata con le lacrime agli occhi, senza discutere, da tutti gli uomini. Procura una veste onorata all'assassino, alla madre di famiglia, al prete, ai militari, ai carnefici, agli inquisitori, agli uomini politici. Chi osasse spogliarla, denudarla fino in fondo dei pregiudizi che la ricoprono, non sarebbe ritenuto lucido, ma cinico. Dà tranquillità di coscienza, senza grossi sforzi, né grossi rischi, a tutto l'inconscio biologico. Decolpevolizza: infatti, perché i gruppi sociali sopravvivano, cioè mantengano le strutture gerarchiche, le regole della dominanza, occorre che le motivazioni profonde di tutti gli atti umani vengano ignorate. Conoscerle, metterle a nudo, porterebbe alla rivolta dei dominati, alla contestazione delle strutture gerarchiche. La parola amore è lì pronta per motivare la sottomissione, per trasfigurare il principio di piacere, l'appagamento della dominanza. [...]
È senz'altro oggettivamente esatto definire l'amore come la dipendenza del sistema nervoso nei confronti dell'azione gratificante, realizzata grazie alla presenza di un altro essere nel nostro spazio. Viceversa, l'odio non nasce forse quando l'altro non ci gratifica più, o quando qualcuno si impadronisce dell'oggetto dei nostri desideri, o si insinua nel nostro spazio gratificante e si gratifica con l'essere o l'oggetto della nostra precedente gratificazione?
Ci chiediamo però se queste osservazioni che hanno la pretesa di essere scientifiche, oggettive, abbiano un qualche valore di fronte alla gioia ineffabile, realtà vissuta, dell'innamorato. Nel descriverla come abbiamo appena fatto, non viene ignorata la parte umana dell'amore, la dimensione immaginaria, creatrice, culturale? Probabilmente sì, per l'amore felice. Ma, qualcun altro l'ha detto, non esiste amore felice. Non c'è uno spazio abbastanza chiuso, che racchiuda per tutta una vita due esseri in loro stessi. Appena questo insieme si apre verso il mondo, esso, richiudendosi su di loro, si insinuerà, come i tentacoli di una piovra, tra le loro relazioni privilegiate. Altri oggetti di gratificazione e altri esseri gratificanti entreranno in rapporto con ciascuno di loro, in un rapporto obiettivo, espresso con l'azione. Allora lo spazio dell'uno non si limiterà più allo spazio dell'altro. Il territorio dell'uno potrà coincidere col territorio dell'altro, ma i due territori non potranno più sovrapporsi.
Il solo amore davvero umano è un amore immaginario, che insegue per tutta la vita, che generalmente trova origine nell'essere amato, ma che presto non ne avrà più le proporzioni, né la forma palpabile, né la voce, per diventare una vera creazione, un'immagine senza realtà. Allora non bisogna assolutamente cercare di far coincidere questa immagine con l'essere che l'ha suscitata e che è solo un pover'uomo, o una povera donna, molto in difficoltà col suo inconscio. Dobbiamo gratificarci con quell'amore, con ciò che crediamo sia e non è, con il desiderio e non con la conoscenza. Dobbiamo chiudere gli occhi e fuggire la realtà. Ricreare il mondo degli dèi, della poesia e dell'arte e non adoperare mai la chiave del ripostiglio in cui Barbablù teneva i cadaveri delle mogli.'
Henri Laborit, in Elogio della fuga
È senz'altro oggettivamente esatto definire l'amore come la dipendenza del sistema nervoso nei confronti dell'azione gratificante, realizzata grazie alla presenza di un altro essere nel nostro spazio. Viceversa, l'odio non nasce forse quando l'altro non ci gratifica più, o quando qualcuno si impadronisce dell'oggetto dei nostri desideri, o si insinua nel nostro spazio gratificante e si gratifica con l'essere o l'oggetto della nostra precedente gratificazione?
Ci chiediamo però se queste osservazioni che hanno la pretesa di essere scientifiche, oggettive, abbiano un qualche valore di fronte alla gioia ineffabile, realtà vissuta, dell'innamorato. Nel descriverla come abbiamo appena fatto, non viene ignorata la parte umana dell'amore, la dimensione immaginaria, creatrice, culturale? Probabilmente sì, per l'amore felice. Ma, qualcun altro l'ha detto, non esiste amore felice. Non c'è uno spazio abbastanza chiuso, che racchiuda per tutta una vita due esseri in loro stessi. Appena questo insieme si apre verso il mondo, esso, richiudendosi su di loro, si insinuerà, come i tentacoli di una piovra, tra le loro relazioni privilegiate. Altri oggetti di gratificazione e altri esseri gratificanti entreranno in rapporto con ciascuno di loro, in un rapporto obiettivo, espresso con l'azione. Allora lo spazio dell'uno non si limiterà più allo spazio dell'altro. Il territorio dell'uno potrà coincidere col territorio dell'altro, ma i due territori non potranno più sovrapporsi.
Il solo amore davvero umano è un amore immaginario, che insegue per tutta la vita, che generalmente trova origine nell'essere amato, ma che presto non ne avrà più le proporzioni, né la forma palpabile, né la voce, per diventare una vera creazione, un'immagine senza realtà. Allora non bisogna assolutamente cercare di far coincidere questa immagine con l'essere che l'ha suscitata e che è solo un pover'uomo, o una povera donna, molto in difficoltà col suo inconscio. Dobbiamo gratificarci con quell'amore, con ciò che crediamo sia e non è, con il desiderio e non con la conoscenza. Dobbiamo chiudere gli occhi e fuggire la realtà. Ricreare il mondo degli dèi, della poesia e dell'arte e non adoperare mai la chiave del ripostiglio in cui Barbablù teneva i cadaveri delle mogli.'
Henri Laborit, in Elogio della fuga
venerdì 8 giugno 2007
una certezza appagante in più
posso assumere con sufficiente certezza che il mio pesce, un oranda dolcissimo, sia davvero felice di vivere con me nella sua splendida e luccicante boccia di cristallo... (shhhh in realtà è di vetro, ma lui non lo sa)
giovedì 7 giugno 2007
arieccom-ci
ho perso il lume, l'ho ritrovato, l'ho riperso...ed ora sto pensando di sostituirlo con un nuovo modello provvisto di una pratica fessura in cui si può agevolmente infilare una catena ed attaccarlo alla cintura. credo di aver fatto una sintesi esaustiva di ciò che è successo da pasqua ad ora.
veniamo all'oggi. studio con poca voglia, credo fermamente nelle potenzialità autocurative della mia psiche, non penso più ossessivamente agli psicofarmaci che ho sempre osato chiedere ma che nessuno ha mai voluto prescrivermi adducendo la scusa, alquanto banale in verità, che la mia bizzarra combinazione di patologie psichiatriche, tra l'altro autodiagnosticate, non era altro che la ricerca ostinata di alibi per il mio fancazzismo. mah sarà...nel dubbio sto mangiando una mela al giorno.
patti è a milano, l'ultima volta che l'ho sentita non era quello che si dice una pasqua, io non ero quello che si dice partecipativa, così deve aver colto con favore l'improvviso venir meno della connessione.
'la cosa' si ripresenta a tratti, nel senso che si ripresenta solo quando voglio, il problema e che io voglio spesso ma proporzionalmente sempre di meno, sarà finalmente giunto il tanto agognato punto di flesso???
mi sono costruita una sorta di eremo, stranamente rispettato ultimamente, nel senso che non impiego più gran parte delle giornata ad inventare scuse per non partecipare alle varie 'cose' organizzate da 'tutti'. forse perchè sto facendo uno spropositato uso di termini generici e giustificazioni non elaborate che appaiono esattamente come tali, ovvero balle. non sono più ossessionata dall'esigenza di essere amata morbosamente da tutti quelli che mi circondano, oggetti inanimati inclusi ed ho rinunciato all'idea di avere un progetto, seguo la prassi e guardo avanti.
veniamo all'oggi. studio con poca voglia, credo fermamente nelle potenzialità autocurative della mia psiche, non penso più ossessivamente agli psicofarmaci che ho sempre osato chiedere ma che nessuno ha mai voluto prescrivermi adducendo la scusa, alquanto banale in verità, che la mia bizzarra combinazione di patologie psichiatriche, tra l'altro autodiagnosticate, non era altro che la ricerca ostinata di alibi per il mio fancazzismo. mah sarà...nel dubbio sto mangiando una mela al giorno.
patti è a milano, l'ultima volta che l'ho sentita non era quello che si dice una pasqua, io non ero quello che si dice partecipativa, così deve aver colto con favore l'improvviso venir meno della connessione.
'la cosa' si ripresenta a tratti, nel senso che si ripresenta solo quando voglio, il problema e che io voglio spesso ma proporzionalmente sempre di meno, sarà finalmente giunto il tanto agognato punto di flesso???
mi sono costruita una sorta di eremo, stranamente rispettato ultimamente, nel senso che non impiego più gran parte delle giornata ad inventare scuse per non partecipare alle varie 'cose' organizzate da 'tutti'. forse perchè sto facendo uno spropositato uso di termini generici e giustificazioni non elaborate che appaiono esattamente come tali, ovvero balle. non sono più ossessionata dall'esigenza di essere amata morbosamente da tutti quelli che mi circondano, oggetti inanimati inclusi ed ho rinunciato all'idea di avere un progetto, seguo la prassi e guardo avanti.
lunedì 9 aprile 2007
pasquetta con chi vuoi...?
le opzioni erano:
-mega rave sul castello di monteforte;
-pic-nic generale con casi umani;
-pic-nic particolare a pietrastornina.
per la prima volta patti e selma avevano davanti a loro un ventaglio di possibilità sull'organizzazione della giornata. telefonate nel cuore della notte e all'alba lasciavano presagire che avrebbero combinato qualcosa di davvero divertente ed appagante come da manuale del perfetto avellinese in libera uscita. e invece, indovinate cosa ci fanno a quest'ora a casa di patti a scrivere il post? alle 10:30 (e anche prima) patti aveva appuntamento con 30 persone diverse in diversi posti della provincia, l'unica cosa certa e che doveva venire a prendere selma e che aveva il pranzo della nonna nel portabagagli... alla fine si decidono ad andare al mega rave, (e che cazzo!), per una volta che fanno qualcosa di figo... il raduno era previsto per le 13 davanti ad un fantomatico castello longobardo, difficilissimo da trovare, da raggiungere e da riconoscere (più che un castello trattavasi di 4 pietre accatastate)...........................ebbene, dopo lunghe e penose peripezie, davanti al castello alle 13 non c'era anima viva. La cosa ha molto spazientito l'autista pisciaiuolo che conduceva la macchina, considerando che dopo essere arrivati al castello restavano ancora 2 Km di viaggio a piedi per raggiungere l'accampamento. Sull'orlo di una crisi di nervi, e il pisciaiuolo sempre più spazientito, è finita che i tre sventurati si sono seduti al tavolo della casa di patti per sbafarsi gli ultimi resti di un pranzo di pasqua ad un orario che più che altro invogliava alla merenda. E ora?? fuori piove ( e poteva mancare), il pisciaiuolo dorme stravaccato sul divano, del ragazzo di selma si sono perse le tracce, e patti e selma, disperatissime ed annoiate, rimuginano davanti al pc su quella che si prospettava una fantastica giornata in compagnia "allargata" , scrivendola sotto forma di post.
Per la vostra gioia!!!!
-mega rave sul castello di monteforte;
-pic-nic generale con casi umani;
-pic-nic particolare a pietrastornina.
per la prima volta patti e selma avevano davanti a loro un ventaglio di possibilità sull'organizzazione della giornata. telefonate nel cuore della notte e all'alba lasciavano presagire che avrebbero combinato qualcosa di davvero divertente ed appagante come da manuale del perfetto avellinese in libera uscita. e invece, indovinate cosa ci fanno a quest'ora a casa di patti a scrivere il post? alle 10:30 (e anche prima) patti aveva appuntamento con 30 persone diverse in diversi posti della provincia, l'unica cosa certa e che doveva venire a prendere selma e che aveva il pranzo della nonna nel portabagagli... alla fine si decidono ad andare al mega rave, (e che cazzo!), per una volta che fanno qualcosa di figo... il raduno era previsto per le 13 davanti ad un fantomatico castello longobardo, difficilissimo da trovare, da raggiungere e da riconoscere (più che un castello trattavasi di 4 pietre accatastate)...........................ebbene, dopo lunghe e penose peripezie, davanti al castello alle 13 non c'era anima viva. La cosa ha molto spazientito l'autista pisciaiuolo che conduceva la macchina, considerando che dopo essere arrivati al castello restavano ancora 2 Km di viaggio a piedi per raggiungere l'accampamento. Sull'orlo di una crisi di nervi, e il pisciaiuolo sempre più spazientito, è finita che i tre sventurati si sono seduti al tavolo della casa di patti per sbafarsi gli ultimi resti di un pranzo di pasqua ad un orario che più che altro invogliava alla merenda. E ora?? fuori piove ( e poteva mancare), il pisciaiuolo dorme stravaccato sul divano, del ragazzo di selma si sono perse le tracce, e patti e selma, disperatissime ed annoiate, rimuginano davanti al pc su quella che si prospettava una fantastica giornata in compagnia "allargata" , scrivendola sotto forma di post.
Per la vostra gioia!!!!
Etichette:
pseudo-macchiette
martedì 3 aprile 2007
La Spirale del Flirt
La ricerca scientifica del " Patti & Selma research Group" si è soffermata ad analizzare un problema di portata devastante: la "Spirale del flirt". E' un termine coniato da Selma che però entrerà al più presto a far parte del dizionario italiano o, se non sarà proprio così, diverrà parte integrante del gergo soprattutto psicologico delle donne. Infatti sta ad indicare una situazione, credo molto comune, prettamente femminile. Tale situazione colpisce donne dalla situazione sentimentale apparentemente stabile perchè fidanzate, chi da poco chi da molto tempo, con uomini estremamente convinti di aver trovato la compagna che non li mollerà mai e per la quale non vale più la pena di mettersi in gioco ( niente più gentilezze, niente più "ti amo", niente più sesso soprattutto, ndP.). Con degli uomini così imbalenghiti a fianco, le donne al contrario sono più suscettibili alle tentazioni anzichè essere serene e stabilizzate, contraddicendo in pieno la teoria dei maschietti. Ed è così che si lasciano persuadere dal fascino di altri uomini che, anche se non dotati fisicamente, sono l'esatto contrario dal punto di vista caratteriale dei loro fidanzati e sorprendentemente simili a loro stesse. Non importa se l'uomo in questione è gay o etero, fidanzato o no, addirittura sposato o in procinto di farlo, psicopatico o sano di mente. La Spirale del Flirt si è impossessata di loro e si ritrovano a riprovare le stesse emozioni di quando erano ragazzine con il primo filarino quando l'uomo in questione si avvicina o rivolge loro la parola. Allora che fare? Tornare alla normalità con il fidanzato o buttarsi in un'avventura con l'uomo, probabilmente senza futuro?
Magari la prima scelta sarebbe la più conformista, la più normale , la più saggia ( come direbbe qualche bigotto), la più pallosa ( come direbbe invece l'anticonformista). Ma in fondo è così bello addormentarsi di notte sognando un altro uomo nel tuo letto.................
Comunque ho paura per il congresso e solo Selma può capire.
Selma, ti autorizzo ad etichettare questo post come "pippone".
Magari la prima scelta sarebbe la più conformista, la più normale , la più saggia ( come direbbe qualche bigotto), la più pallosa ( come direbbe invece l'anticonformista). Ma in fondo è così bello addormentarsi di notte sognando un altro uomo nel tuo letto.................
Comunque ho paura per il congresso e solo Selma può capire.
Selma, ti autorizzo ad etichettare questo post come "pippone".
giovedì 29 marzo 2007
milano style! (quanto sono felice di esserci stata...!)
una foto più esplicativa non potevo trovarla, io che sprizzo gioia da tutti i pori a piazza del duomo...! la gita è stata carina, ma non mi sono mai sentita così vecchia e stanca. sono andata a ballare in una famosa discoteca milanese con ragazzi dell'87 e l'età media in quel posto presumo potessse ragionevolmente raggiungere i 17 anni... povera me! certo,con mio top rosso di seta facevo la mia porca figura, un tipetto sbarbatello ci ha anche provato, ma la mia autostima non ha subito variazioni, che vergogna! da oggi frequenterò solo trentenni,e solo Patti sa quanto questo possa pesarmi...
sabato 17 marzo 2007
un intero minuto di felicità! è forse poco, sia pure in tutta la vita d'un uomo?

''Sentirete, Nastenka (mi pare che non mi stancherò mai di chiamarvi Nastenka), sentirete che in quegli angoli vivono delle strane persone: i sognatori. Il sognatore non è un uomo, sapete, ma una certa creatura di genere neutro. Si stabilisce per lo più in qualche angolo inaccessibile, come se lì volesse celarsi anche alla luce del giorno, e una volta che s'è rintanato nella sua casa, aderisce al proprio cantuccio, come una chiocciola [...] Adesso la dea della fantasia ha già intessuto con mano capricciosa la sua trama d'oro e s'è messa a sciorinargli davanti gli arabeschi di una vita irreale e forse lo ha trasportato dal marciapiede di ottimo granito sul quale se ne torna a casa, al settimo cielo di cristallo. Provate a fermarlo adesso e domandategli all'improvviso dove ora si trovi e per quali vie sia passato: certamente ora non ricorderà nulla, nè dove abbia camminato, nè dove ora si trovi e arrossendo dal dispetto, immancabilmente dirà una qualche bugia per salvare le apparenze''
(Le notti bianche, F.M. Dostoevskij)
martedì 13 marzo 2007
effetto fattanza
Sono di nuovo a Roma ad illuminare di nuova luce la vita di Selma. Più che altro è stata lei ad illuminare la mia vita con la sua grandiosa accoglienza.
Mi ha fatto trovare un'amica, la nostra migliore, sempre ben accetta e taaanto ben voluta: Maria. Con Maria ci divertiamo sempre tanto, si finisce sempre o a stravaccarsi sul divano senza avere la forza di muovere un dito, o a ballare Disco Inferno col volume a palla, o a parlare al telefono con un'amica dicendole che l'effetto fattanza le impedisce di parlare correttamente, o ad addormentarsi mentre ci si fa la doccia, o a rubare gli abiti della sorella quando lei non è in casa, o a non trovare i tasti giusti sulla tastiera del pc, o a trovare scuse per ridere. Ma soprattutto è la fame che ti prende dopo un pò che stai con lei a farti rendere conto che sei proprio sotto effetto fattanza.
Beh, non sono in forma e il perchè è intuibile per cui vi lascio.
Ma solo dopo avervi detto che anch'io Di.Co. Sììììììììììììììììììì!!
Mi ha fatto trovare un'amica, la nostra migliore, sempre ben accetta e taaanto ben voluta: Maria. Con Maria ci divertiamo sempre tanto, si finisce sempre o a stravaccarsi sul divano senza avere la forza di muovere un dito, o a ballare Disco Inferno col volume a palla, o a parlare al telefono con un'amica dicendole che l'effetto fattanza le impedisce di parlare correttamente, o ad addormentarsi mentre ci si fa la doccia, o a rubare gli abiti della sorella quando lei non è in casa, o a non trovare i tasti giusti sulla tastiera del pc, o a trovare scuse per ridere. Ma soprattutto è la fame che ti prende dopo un pò che stai con lei a farti rendere conto che sei proprio sotto effetto fattanza.
Beh, non sono in forma e il perchè è intuibile per cui vi lascio.
Ma solo dopo avervi detto che anch'io Di.Co. Sììììììììììììììììììì!!
lunedì 12 marzo 2007
dico si
Cara patti, sabato c'è stata la tanto attesa manifestazione in supporto del disegno di legge sui DI.CO. Io, mia sorella, mia zia e duilio vi abbiamo preso parte. Il clima era sobrio, i cori molto rispettosi, avrei voluto urlare peste e corna di andreotti e del vaticano ma non mi è sembrato il caso... In compenso mi hanno ripresa sul tg1 delle 20:oo che ballavo e saltavo sulle note di music inferno, tra i tanti mi hanno vista zietta e zia lucia, che risate... la prima, adorabile vecchietta, 74-5 anni, cattolica moderata, praticante, di antiche vedute ma sufficientemente aperta da andare a votare al referendum sulla fecondazione assistita, si è fatta una risata e ha commentato: "marì, a viri 'a figlieta come va pullitrianno...!" La seconda molto meno adorabile, 86 anni, che è solita recitare una decina di rosari al giorno, che possiede una collezione di santini e madonne da far invidia ad un ambulante di san giovanni rotondo, è caduta a terra come morta...sembra che prima di perdere i sensi, con voce molto flebile abbia detto:"gesù, o munn'a' rovescia".A parte l'essere diventata un'icona gay per le mie zie, niente di nuovo, nè di particolarmente eccitante, le solite pippe mentali che cerco di controllare, e schhhh sembra che ci stia riuscendo, senza pasticche o riti magici, nè abusi vari. Intravedo dinanzi a me La Strada del Salutismo e dell'Equilibrio, che dici, la prendo???
giovedì 8 marzo 2007
beccheggiando
sono stanca di omettere, nascondere, assumere le molteplici forme del mio essere per compiacere, per non destabilizzare, per non lasciare traccia di me, richiede un impegno eccessivo e spesso ottengo effetti non controllabili.
ho amato (anche) tre persone, una donna e due uomini, in modo interdipendente, ho lasciato che ognuna di esse scoprisse un pezzettino della mia anima, le ho amate in modo diverso, ma con la stessa intensità. il mio è stato un amore gratuito, spontaneo e discreto e proprio per questo motivo non compreso, in un primo momento accolto con sorpresa, poi con diffidenza, infine con disprezzo e scherno. non mi pento, se non altro perchè non avrei potuto impedirlo in nessun modo. nel frattempo mi sono ammalata, quello che ho dato, l'ho tolto a me stessa, è questo il mio unico orribile segreto, perdonatemi se non sono riuscita ad essere più semplice ed intelligibile, ho avuto troppa fiducia nelle mie capacità camaleontiche e nella vostra fanciullesca disposizione d'animo.
ora cerco acquietamento.
ho amato (anche) tre persone, una donna e due uomini, in modo interdipendente, ho lasciato che ognuna di esse scoprisse un pezzettino della mia anima, le ho amate in modo diverso, ma con la stessa intensità. il mio è stato un amore gratuito, spontaneo e discreto e proprio per questo motivo non compreso, in un primo momento accolto con sorpresa, poi con diffidenza, infine con disprezzo e scherno. non mi pento, se non altro perchè non avrei potuto impedirlo in nessun modo. nel frattempo mi sono ammalata, quello che ho dato, l'ho tolto a me stessa, è questo il mio unico orribile segreto, perdonatemi se non sono riuscita ad essere più semplice ed intelligibile, ho avuto troppa fiducia nelle mie capacità camaleontiche e nella vostra fanciullesca disposizione d'animo.
ora cerco acquietamento.
Iscriviti a:
Post (Atom)